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Turismo responsabile

In questo periodo dell'anno per molti di noi si pone l'esigenza di programmare le proprie vacanze estive.
Vorremmo sottoporvi alcune considerazioni che riprendiamo da un articolo a firma di R.Bosio apparso su "Amici dei Lebbrosi" del Luglio 2001

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Il turismo è una delle principali industrie del pianeta; occupa cica 127 milioni di persone in tutto il mono (1 occupato su 15) e rappresenta il 6% del PIL del pianeta. Numeri importanti che si accompagnano ad un impatto devastante.

IMPATTO AMBIENTALE
Le attività edilizie turistiche stanno deturpando zone di grande bellezza. Gli alberghi consumano enormi quantità d'acqua (500 litri al giorno per ogni stanza), mentre in un paese come la Nigeria, ogni persona consuma in media 45 mc di acqua all'anno!! In molti Paesi la scarsità d'acqua impedisce la realizzazione di colture irrigue, costringendo la popolazione rurale a spostrsi verso la città.

IMPATTO SOCIALE
Popolazioni d'agricoltori che si trovano di colpo a vivere di turismo, finiscono col perdere quell'identità culturale che fino ad allora gli era servita da bussola. Si alterano i ruoli all'interno della comunità, gli anziani perdono la propria autorità, le famiglie si disgregano ed aumentano gli emarginati che vengono spinti al limite della legalità.

PROSTITUZIONE MINORILE
Il richiamo sessuale è una delle componenti dei movimenti di turisti maschi verso l'Asia ed alcune mete dell'America Latina (Braslie in testa, seguito da Santo Domingo e Cuba). Questi flussi hanno una influenza rilevante sulla prostituzione, specie quella infantile.

IMPATTO ECONOMICO
I flussi turistici verso il Sud del mondo raramente contribuiscono al benessere delle popolazioni indigene. Secondo la Banca Mondiale in alcuni Paesi poveri solo il 10% delle spese turistiche va alle popolazioni residenti. In Paesi come il Kenya rimane solo il 30% di quanto pagato all'acquisto del viaggio, in Nepal il 30%, in Sri Lanka il 30%.
Questo avviene perchè le strutture ricettive che accolgono i turisti appartengono a multinazionali, che sono state attirate con incentivi tra i quali la soppressione dei diritti doganali, l'esenzione da imposte dirette ed indirette e le garanzie di sicurezza per gli investimenti, come la possibilità di rimpatriare senza vincoli i profitti.

CARTA DEL TURISMO RESPONSABILE
Esiste la possibilità di non assecondare questo meccanismo perverso. Il 23 novembre 1997 a Verona 11 associazioni impegnate sul fronte del turismo hanno sottoscritto una "carta d'identità per viaggi sostenibili" con l'obiettivo di promuovere un modo di fare turismo che sia:

  • equo nella distribuzione dei proventi
  • rispettoso delle comunità locali
  • a basso impatto ambientale

Un anno dopo è nata l'Associazione Italiana Turismo Responsabile, di cui oggi fanno parte 26 realtà, che realizzano viaggi basandosi sui seguenti principi:

  • Cooperazione: i viaggi si appoggiano a ONG e organismi di sviluppo locale, che hanno a cuore le sorti del loro Paese, e fanno da raccordo con la realtà locale. Una piccola parte del prezzo poi va ad un progetto di sviluppo locale, di solito espresso da uno dei gruppi che si visitano.
  • Tempi e ritmi locali: i viaggi durano 15-18 giorni, e toccano solo tre o quattro destinazioni, piuttosto che 10 "mordi e fuggi". Il tempo a disposizione è determinante per entrare nel ritmo del luogo di destinazione.
  • Attenzione all'economia ed all'ambiente: si dorme in piccoli alberghi, a gestione familiare, si mangia in ristoranti che non hanno "tre forchette", affinchè il denaro arrivi alla gente del luogo; si utilizzano, quando possibile, trasporti pubblici per incontrare in modo autentico un paese e i suoi abitanti. E poi non si pesa sull'ambiente.

LINK

Per saperne di più e per entrare in contatto con gli enti che aderiscono all'Associazone per il turismo responsabile seguite questi link:

Associazione Italiana Turismo Responsabile

TuRes

Pindorama

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