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![]() Il sito su Mulukukù |
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Una Parrocchia in NicaraguaMulukukù è una delle aree più povere del Nicaragua, paese tra i più poveri dell'America Latina; è situato nella regione di Matagalpa, la regione montagnosa, diviso dal rio Tuma, a circa 246 km. a nord est della capitale, Managua.
La popolazione è stimata intorno ai 20.000 abitanti di cui solo 4.500 vivono nel perimetro urbano; Nella maggior parte delle comunità il livello più alto di studio non supera i tre anni e si registra un elevato tasso di analfabetismo, circa il 70%. Il 18 Febbraio 2001 è stata istituita in Mulukukù la parrocchia appartenente alla diocesi di Blufields, affidata a Padre Carmelo Carrato, sacerdote italiano degli Oblati Figli della Madonna del Divino Amore, che ha scelto di svolgere la sua missione a Mulukukù dopo 25 anni di attività in Colombia. ![]() Padre Carmelo![]() Galleria d'ImmaginiVi proponiamo di seguito alcune immagini scattate nel giugno 2001 da hermana Sandra, la suora che lavora con P.Carmelo. Noi crediamo che queste foto descrivano meglio di mille parole le condizioni in cui vivono le comunità di Mulukukù: si tratta delle scuole sparpagliate sul vasto territorio della parrocchia. Cliccando sulle singole immagini ne potrete vedere l'ingrandimento in una nuova pagina Una Proposta ConcretaTra i diversi progetti riguardanti Mulukukù uno dei più pressanti è quello che prevede la costituzione e il mantenimento delle scuole, necessarie per garantire almeno l'istruzione elementare per gli abitanti del posto. La proposta è quindi quella di adottare un alunno, un insegnante o un'intera scuola, ed è rivolta ai singoli o ad intere classi di studenti. Per sapere come fare ad avviare un'adozione, vi rimandiamo al sito ufficiale. Presto sarà disponibile un conto corrente dedicato proprio per le adozioni; appena possibile vi daremo tutte le notizie dettagliate. Noi riteniamo estremamente educativo far conoscere ai nostri ragazzi le condizioni di vita dei loro coetanei del terzo mondo. E riteniamo educativo proporre ai ragazzi di fare delle piccole rinunce personali per aiutare e sostenere un loro "compagno a distanza". Il Diario di ViaggioA conclusione di questa presa di contatto con la realtà di Mulukukù, vi proponiamo alcune pagine del diario che una volontaria italiana ha scritto in occasione della sua visita alla missione. Nota Bene: Il testo proposto è piuttosto lungo per una lettura a video; tuttavia non ci è sembrato opportuno tagliare nemmeno una parola. Abbiamo pensato allora di permettervi il download del file in formato rtf, in modo da poterlo comodamente stampare con un qualsiasi editor di testo, per leggerlo con la calma e l'attenzione che merita. scarica il file in formato rtf (11Kb) ***********
"Partiamo da Managua alle 11,00: ci aspettano 6 ore di viaggio. Siamo nel pick up di Don Carmine, io e Michele davanti con lui e le due suore dietro nel cassone con i bagagli. Il sole è cocente, l'aria calda, asfissiante; la strada sembra il letto di un fiume e i solchi di fango sono alti quasi mezzo metro. Ai lati della strada bambini nudi e sporchi e case che a chiamarle case si stringe lo stomaco. Quelle fatte di pali di legno e sacchi della spazzatura a creare le pareti mi fanno salire le lacrime agli occhi; mi vergogno anche soltanto a guardarle e incrociare con gli occhi gli sguardi delle persone che le abitano. Non voglio che leggano pena nei miei e comunque la loro dignità è uno schiaffo morale per me che, da brava occidentale, ho tutto il superfluo che si può immaginare. Guardo più che posso e cerco di fotografare con gli occhi per non dimenticare. Il Nicaragua è di una bellezza struggente: già ne sono innamorata. Arriviamo a Mulukukù, una distesa di baracche divise d un fiume: questo posto è lontano quanto non si riesce a dire, si può soltanto venire qui e cercare di capire. E' bellissimo, la Missione ci fa un'ottima impressione è tutto ordinato si vede che hanno fatto parecchi sforzi per sistemare tutto. La sera cantiamo con le bambine della scuola. Mi sembra tutto un sogno: ora me ne vado a nanna, domani sveglia alle sei." ****
"Sono stati due giorni intensi. Sveglia alle cinque, colazione con fagioli e riso e partenza per Wiwa, una comunità che vive sulle montagne. Partiamo a cavallo su una strada fangosa con il cavallo che in alcuni punti affonda nel fango fino alla pancia e attraversiamo paesaggi paradisiaci e fuori dal mondo. La fatica è tanta, ma siamo ricompensati dai sorrisi della gente timida e riservata, felicissima di vederci. Sono veramente poveri, ma ci preparano il pranzo e ci fanno sentire le persone più importanti del mondo. Una signora ci chiama dalla finestra della sua baracca e ci fa entrare in una cucina grande un metro quadro, in cui ci sono tre bambini, un cane, un maiale e qualche pollo. Ci offre una tortilla di mais con del formaggio fresco...tentenno un pò, ma penso a Don Carmine quando dice che chi ha fede non si ammala mai e assaggio...ha ragione, è delizioso! I bambini sono commoventi, non hanno nulla e per loro una caramella è un dono enorme. Dopo una Messa cantata ed una festa infinita a cantare, ballare, battere le mani montiamo le amache e tutti a nanna. Il viaggio di ritorno è più duro del previsto perchè c'è la stanchezza accumulata di ieri, ma ce la facciamo e una volta arrivati so che siamo molto più forti di prima." ****
"Sveglia alle 6,00: qui ci si alza col rumore delle anatre e dei galli.... Continuo a pensare al sorriso sdentato di Antonio che non mollava Michele neanche per un attimo e ai sorrisi delle bambine che stavano impazzendo di gioia quando abbiamo regalato loro le sorpresine dell'ovetto Kinder. Oggi abbiamo visitato due scuole: distribuzione di caramelle, sorrisi timidi e occhi bassi. Alle 18,00 in punto arriva Flora-Marie alla Missione (le avevamo detto "passa verso le sei"): è proprio bella, ha 13 fratelli e vive in una baracca minuscola. Ha otto anni, ma non può andare a scuola perchè deve vendere le tortillas per strada, quelle che cucina sua mamma." ****
"Sveglia alle 7,00..non mi pesa affatto: sarà che adoro svegliarmi e mettermi la prima cosa che capita pensando solo alla pioggia e al fango e a coprirmi la testa per il sole. L'essenzialità, l'essenza delle cose, ciò che davvero è importante: qui si impara questo. Oggi siamo stati ad un matrimonio, è stato bellissimo, dopo la cerimonia gli sposi ci hanno invitato al "banchetto" che si teneva nella casa della sposa. Eravamo in 30 in una baracchetta minuscola e c'erano solo 4 sedie e loro hanno insistito tantissimo per far sedere noi. Da mangiare riso e pollo buonissimo, da bere cocacola (un lusso!) mentre lo sposo suonava la chitarra e io e Michi accennavamo due passi di danza. Che sensazione stupenda, loro sono poverissimi ma così generosi..e poi per loro si vedeva che era un onore averci lì, al matrimonio, e io ho apprezzato quel piatto di riso moltissimo, molto più di qualsiasi altra cosa mi abbiano mai offerto. Poi siamo saliti tutti sul camioncino: io, Michi e una manciata di invitati vestiti a festa con i loro buffi vestiti antichi e le scarpe sporche di fango e ce ne siamo tornati a Mulukukù, un pò bagnati per la pioggia che qui va e viene e con il cuore gonfio per la generosità di questa gente. E' proprio vero che qui si viene più per ricevere che per dare. Queste persone sono stupende, non parlano molto ma dai loro sorrisi si vede quanto siano felici di vederci e quanto siano orgogliosi della loro terra." ****
"Oggi è stata la classica "domenica del villaggio" con la messa nella "cattedrale" di Mulukukù e la passeggiatina nel paese con la manina di Flora che stringeva la mia tutta orgogliosa di presentarci ai suoi genitori! La chiesa di Mulukukù si trova in una posizione stupenda, su una collina da cui si vede tutto il paese, l'ansa del fiume e tanto verde. Accanto c'è la casa parrocchiale che Don Carmine sta costruendo....solo che ora sono finiti i soldi! Oggi a Messa mi sono commossa, un pò per l'intensità delle emozioni che mi provoca stare qui e un pò perchè penso alla profonda ingiustizia che esiste, a questi bambini che non possono studiare, che non sanno leggere, scrivere. Così mi sono messa a piangere proprio quando Don Carmine ci ha chiamati sull'altare per presentarci...e Michi ha dovuto continuare al mio posto!" ****
"Michi dice "la signora Rosa dalle poche parole...ha parlato pochissimo, una delle poche cose che ha detto è che le hanno ammazzato il marito e anche quello lo ha detto sorridendo!" La signora Rosa è la nostra cuoca, sorride con un sorriso dolce e durante la rivoluzione sandinista i contras le hanno ucciso tutta la famiglia, lei ha subito una violenza e ora ha una figlia nata da quella violenza. Don Carmine dice che ha ripreso a parlare da poco e ora vive qui con le suore. Quello che voglio portarmi dentro al ritorno da questo viaggio è il sorriso di questa gente, il coraggio, la forza: assolutamente non un ricordo triste di povertà o di miseria, ma l'insegnamento di una forza interiore che posso solo invidiargli. Anche oggi è stata una gironata piena di emozioni. A Santa Rita prendiamo i cavalli e ci inerpichiamo per le solite strade fangose mentre scende giù il diluvio universale...ma che importa se quando arriviamo alla comunità ci accolgono come personaggi importantissimi e i bambini della scuola ci hanno addirittura preparato uno spettacolino! Poi tutti a casa di Lollo, dove tutte le donne della comunità ci hanno preparato una squisita cena nicaraguense con tanto di tavola imbandita! Siamo commossi, la scena merita una foto! Non ci stanchiamo di parlare e raccontare, tutti ci chiedono qualcosa del nostro paese, tutti vogliono presentarci le loro mogli e farci vedere i loro figli...ma quando proviamo a spiegare "la neve" è lo stupore generale e tutti a ridere e inventare modi per spalarla...il maestro però si vanta di aver visto delle foto!! Ora siamo davvero una grande famiglia, non andrei mai via di qua. Ora tocca a me cucinare la tortilla di mais, la impasto sotto gli occhi attenti e premurosi delle donne che alla fine me la incartano calda calda nelle foglie di mais e me la fanno mettere nello zainetto.."per il viaggio!". Mi sento a casa, ma purtroppo dobbiamo andare...mi viene il magone, sono tutti sull'uscio e tutti hanno qualcosa da dirci. ci stringono le mani in un modo che non ho mai visto, ti prendono una mano e la tengono tra le loro, te la stringono in una carezza. Una stretta di mano che non è formale, ma familiare e riescono a trasmetterti tutto il rispetto e la gioia profonda che provano ad averti con loro. Mentre vado via penso che devono essere orgogliosi di quello che hanno, della loro fede, della loro terra, di quello che riescono a trasmetterti e a donarti. Penso che mi piace questo paese così forte, così estremo nella natura e nella gente, tanto rivoluzionario e tanto forte da sapersi rialzare ogni volta nonostante tanta sfortuna e tanti disastri. Abbraccio con lo sguardo tutto quello che riesco a vedere e mi riempio le narici di questi odori. Per non dimenticare. Mi mancherete, ma non vi dimenticherò mai. Que le vaya bien!" |
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